COSA PAGO IN TASSE PER AFFITARE CASA MIA SU AIRB&B? SPIEGHIAMOLO BENE…

Cosa cambia con l’entrata in vigore del decreto legge che regola gli affitti brevi? Conviene ancora affittare casa con AirB&B o per brevi periodi? Quante tasse devo pagare?

Tralasciando le possibili difficoltà interpretative e applicative del decreto legge 50 del 2017, quello sugli affitti brevi, la novità rilevante riguarda la possibilità, per i proprietari di case, di scegliere il regime della cedolare secca quale forma di tassazione anzichè il regime ordinario.

Cosa vuol dire? Vuol dire che posso scegliere che tipo di incidenza avrà l’affitto sul mio reddito e, quindi, sulle tasse da pagare.

Facciamo un piccola premessa. Per la legge italiana (e per il Fisco) l'”affitto breve” si ha quando la propria casa viene affittata per un periodo non superiore ai 30 giorni da soggetti che non esercitano un’attività d’impresa.

Per capirsi: se ho la partita Iva e affitto case per mestiere non posso scegliere di utilizzare il regime della cedolare secca. Sono fuori da questa possibilità anche gli affitti a imprese e a società.

Detto questo vediamo cosa rientra nel campo degli affitti brevi:

  • gli affitti con durata inferiore ai 30 giorni. I 30 giorni andranno considerati non al mese o all’anno bensì rispetto al soggetto al quale si affitta casa. Affittare casa mia al sig. Rossi per due mesi continuativi non è un affitto di breve termine;
  • le sublocazione, cioè il caso in cui l’inquilino subaffitta casa mia in tutto o in parte (anche solo una stanza);
  • il caso del comodato d’uso gratuito. Capita assai di frequente che alcuni soggetti abbiano la casa in uso gratuito e l’affittino a pagamento a un altro soggetto. Un esempio tipico di questa situazione è quella del figlio che affitta la seconda casa dei genitori tramite portali internet nei quali si registra come “locatore”.

Ora che abbiamo capito cosa sono gli affitti brevi, proviamo a capire cosa e quanto si deve pagare.

Come detto prima, scegliere il regime della cedolare secca vuol dire pagare su quanto incassato un’aliquota del 21%.

Va bene, ma che significa?

Significa che verrà tassato (al 21%) solo il guadagno derivato dall’affitto senza il rischio di avanzare sul temuto scaglione di reddito (pagando, quindi, molte più tasse).

Un esempio molto generico.

Se il mio reddito annuo fosse di 17 mila euro pagherei il 27% di tasse (4.760 euro di tasse) trattenendo 12.240 euro. Se l’anno successivo, affittassi casa alla stessa persona per oltre 30 giorni a 1.000 euro al mese (12 mila euro all’anno), il mio reddito complessivo arriverebbe a 29 mila euro facendomi rientrare nello scaglione successivo e pagherei, quindi, il 38% di tasse (11.020 euro di tasse) trattenendo complessivamente 17.980 euro.

Questo è il regime ordinario

Con la cedolare secca, invece, considerando sempre l’esempio precedente, il reddito complessivo sarà 17 mila euro + 12 mila euro ma pagherò il 27% di tasse su 17 mila (4.760 euro) e il 21% di tasse su 12 mila (2.520 euro) riuscendo così a trattenere 21.720 euro anzichè 17.980 euro.

Il guadagno è evidente.

Contattateci per saperne di più!

C.O.RE

 

I commenti sono privati.